Federico II di Svevia ritorna nella sua Altamura

 

Altamura il 29 e il 30 dello scorso Aprile ha visto il suo centro storico trasformarsi in una cittadina medievale. In tali giorni si è svolta la settima edizione della festa in onore di Federico II, dal tema “Li Affanni”  nata dalla  volontà di valorizzare il territorio della città di Altamura, il centro più popoloso dell’Alta Murgia.

L’evento è stato organizzato dall’associazione Fortis Murgia presieduta da Carlo Camicia ed è in predicato a fa parte del patrimonio UNESCO.  La leggenda narra che Federico II, di passaggio dalla città e diretto verso Bari per salpare verso la Terra Santa, abbia lasciato qui dei soldati malati di malaria che furono guariti grazie all’aria salubre del posto. Per celebrare la miracolosa guarigione l’imperatore Svevo fece realizzare la Cattedrale, sede del potere laico ed ecclesiastico della città medievale. In realtà, l’Imperatore volle far innalzare una chiesa per ottenere la benevolenza del Papa Gregorio IX, che lo aveva precedentemente scomunicato, in una città dalla posizione strategica verso Bari e all’interno dell’amata Puglia.
Oltre ottocento figuranti hanno preso parte al corteo imperiale che ha coinvolto tutti gli abitanti del luogo i quali  hanno indossato stupendi abiti rievocando il seguito dell’Imperatore in partenza per le Crociate. L’edizione di quest’anno ha avuto una nuova veste, voluta dal direttore artistico Alessandro Martello e dallo scenografo e costumista Franco Damiani.  Nel corteo si sono potuti ammirare: teutonici, templari, saraceni, ospedalieri e nobili cavalieri. Un Federico in tenuta da guerra, con i suoi ori, fra i quali la spada e il camaleuco di Costanza d’Aragona. Sono così sfilate le quattro etnie presenti sul territorio dal 1232, quando l’Imperatore Federico II di Svevia, il Puer Apuliae, con l’intento di ripopolare la città, concesse esenzioni fiscali a nobili feudatari e latifondisti greci, latini, ebrei e arabi che, in seguito al privilegio assegnato, confluirono tutti nel territorio formando una comunità variegata e pacifica, caratterizzata dalla simbiosi delle varie etnie.

Esse sono rappresentate dai quattro “Quarti”(Latino, Greco, Saraceno ed Ebraico)  in cui è suddiviso arbitrariamente il centro storico. La forma del centro  cittadino prevede l’incrocio dei due assi (cardo e decumano), su cui sorge il monumento più importante: la Cattedrale. Dal suddetto incrocio, nascono i quattro “quarti” che identificano le quattro etnie che erano presenti nell’antica cittadinanza e che abitavano i peculiari Claustri. Essi sono circa 80, sorti prevalentemente per motivi difensivi,   contraddistinti tra loro dalla presenza di alcuni elementi architettonici come scale, archi, balconate, ballatoi, anelli di pietra e “pesule” ed elementi ornamentali scolpiti nel tufo tra cui i mascheroni, stemmi e figure votive.

Peculiare è stata nel corteo la contrapposizione tra il trionfo della Morte, seguita da appestati e malati, in un’atmosfera suggestiva offerta dai canti gregoriani di frati e monaci, interpretati da un Coro di figuranti del corteo storico di San Nicola di Bari, al trionfo di un “mondo alla rovescia”, quello della Corte dei Miracoli, in cui storpi, prostitute, cialtroni e briganti a simboleggiare lo spaccato degli emarginati dell’epoca.

Anche i bambini di Altamura hanno voluto dare il loro contributo con il Corteo dei Fanciulli  del 30 aprile  in una veste “young”.  Sono state coinvolte le scuole primarie e secondarie di primo grado che hanno rappresentato il tema de “Li’ Affanni” con arazzi realizzati a mano, tratti dalle miniature de “I commentari dell’Apocalisse” di Beatus di Liébana. Le sei figure principali della Corte imperiale sono state estratte a sorte da ognuno dei sei circoli didattici. Ogni scuola ha  rappresentato una delle etnie e, alle figure allegoriche rappresentanti “Malattia” e “Morte”, si sono contrapposti i colori vivaci della Corte dei Miracoli  con i saraceni. Tante le mostre che si sono tenute in occasione della festa medievale, quali: Scripta Manent, fiera del libro; Il tesoro dell’Imperatore, riproduzione di gioielli;  Ars Chartaria, dalla carta alla stampa; il museo della tortura; Universo di Federico II, un percorso tematico con ologrammi e installazioni multimediali; Le ombre dei Cavalieri, il lato oscuro del medioevo; dimostrazioni di Conio Monete Medioevali.

 Harry di Prisco

By | 2018-05-12T05:28:14+00:00 maggio 2018|Destinazioni|